DOE(x)
Non c’è un’unico spazio intorno a noi ma un mucchio di pezzetti di spazio.
Vivere significa cercare di passare tra questi spazi cercando il più possibile di non farsi troppo male.

DOE(x) Narrazione hertziana sul terzo paesaggio
La marginalità e il periferico. Luoghi dove si perde il significato e la struttura del linguaggio, dove la macchina perde la sua identità binaria, al di fuori delle interfacce dei sistemi operativi, chiuse le finestre di applicazioni sfuggenti, dove si intrvede la possibilità di accedere a luoghi poco esplorati. Qui dove si trovano i vissuti della cpu (processi), il clock di sistema, gli spazi della comunicazione, del transito e della sosta, del consumo, del temporaneo, del margine e dell’assenza.
Un terzo paesaggio nella macchina come in natura.
Spazi del residuo e della rovina, dell’incolto e dell’incompiuto.
Spazi sfuggiti al controllo o semplicemente dimenticati.
Un’architettura non più abitabile, divenuta scultura vegetalizzata, la prima depositaria di quel carattere poetico l’intatto oggi difficilmente possiede.
Certo: ogni relitto, anche quello di un processo interrotto, di un’immagine rovinata ormai inutilizzabile, esprime acutamente questa peculiare valenza simbolica molto più di quanto non faccia un sistema in perfetta efficienza o lo spazio perfetto e pulito. Questa catatteristica è dovuta all’emergere di forze immateriali, di suggestioni imprecisabili.
Perché la rovina d’una costruzione mostra che nella distruzione dell’opera sono cresciute altre forze e altre forme, quelle della natura, per cui un’opera dell’uomo viene percepita in ultima analisi come un prodotto naturale.
Informazioni spezzettate, frammentate, come stato di esistenza.
Come nel linguaggio, fatto di parole, di lettere, DOE(x) è scomponibile in imminenti e fulminei frammenti.
Il frammento genera frammento; l’obiettivo del frammento è il frammento; non vi è obiettivo chiaro.
Mentre nell’iper-realtà nella quale sono immerso quotidianamente gli eventi mi ustionano, trovo che il frammento sia una salvezza. Il frammento ha una corazza che lo protegge da qualsiasi ideologia, ha poca consistenza.


Come nel mondo digitale costituito da pacchetti, doe(x) è costituito da un’insieme di pacchetti bitmap sul terzo paesaggio.
L’interferenza elettromagnetica, elemento sfuggente nello spazio hertziano viene utilizzato per guidare e controllare il processo narrativo in una deriva tra questi frammenti.
Doe(x) vuole costituire una TAZ. Uno spazio entre-deux. Un opposizione tra spazi.
July 2010 Paivascapes#1 – Nodar Artist Residency Center – Portugal
March 2010 DOE(x) – LEA Valley – London – UK
July 2009 DOE(x) – The Incredible 10 – Dresden – Germany
April 2009 Hertzian walks – Enter4 – Prague
September 2008 WBNR – Central Saint Martins University of Art – London
RADIO > March 2010 The Foundry Late Late Breakfast Show on Resonance FM – London
Paths: Algorhythm Psychogeography

